Prosegue il conto alla rovescia per i
campionati del mondo di flag football, che saranno organizzati a Grosseto dal
10 al 12 settembre. Il fatto che si disputino in Italia ha aperto le porte
anche alla partecipazione della Nazionale femminile. Ne ha parlato l’head coach
delle azzurre Michele Degrassi in un’intervista rilasciata al sito www.le100yard.it. “Per noi è una gioia
rientrare in una competizione che non ci doveva vedere partecipi – dichiara il
coach - Dall’altro
punto di vista, c’è un po’ di agitazione per il fatto di dover preparare un
Mondiale in meno di un mese, con appena due raduni regionali e l’impossibilità
di mettere insieme il team fino a poco prima della manifestazione.
Stiamo facendo i salti mortali perché la voglia di difendere i colori del
paese è sempre molto grande. Abbiamo organizzato due raduni. Il primo si è
svolto lo scorso fine settimana (16-17 Agosto) a Trieste con le atlete del nord
Italia; il secondo a Palermo con le atlete siciliane perché, in verità, la
realtà del flag femminile è un po’ strana: ci sono tre team qui in Sicilia e
tre team al nord, con precisione a Trieste, Parma e Arona. Per questa ragione,
da un punto di vista geografico, non c’era la possibilità di far viaggiare le
atlete in aereo per fare un raduno tutti assieme. L’attacco è formato da
giocatrici siciliane. Da Parma è scesa la nostra QB, Carolina Sgroi, proprio
per provare gli schemi con quelle che saranno le sue compagne”
L’esperienza di Degrassi è tanta. “Da quando la flag, sia maschile che
femminile, è stata coinvolta in manifestazioni internazionali, ovvero dal 2004
in poi, io ho partecipato a tutti gli eventi, meno uno”. Quindi, dove può
arrivare l’Italia? “Parlando della squadra, in Svezia, nel 2012, abbiamo
lasciato alle nostre spalle solo due squadre. Il primo e più importante
traguardo sarebbe quello di migliorare questo risultato. Quest’anno le
squadre saranno tantissime e molte di queste sono davvero forti. Saranno
avversari estremamente stimolanti che, proprio per il fatto di essere più
favorite di noi sulla carta, aumenterebbero il valore di una medaglia, il vero
obiettivo di una competizione come questa”.
Coach Degrassi ha fatto anche il punto sul movimento italiano: “Nel
2007, quando ci furono gli Europei di Flag maschile a Sestole, il movimento
femminile ancora non esisteva. Feci la scommessa che, prima o poi, sarei
riuscito a metterlo in piedi. Nel 2011, ci fu la prima nazionale di flag
femminile, il tutto quando ancora non esisteva un campionato italiano vero e
proprio. Sono racconti un po’ pionieristici. Quella volta avevamo a
disposizione solo 11 atlete e fummo costretti a prendere la dodicesima da una
squadra femminile di rugby per completare il roster. La realtà era quella che
era, e di giocatrici non ce n’erano. L’anno successivo, cioè il 2012, ci fu il
primo campionato italiano di flag femminile che si svolse in una sola giornata.
L’anno scorso, per la prima volta, c’è stato un campionato su più giornate che
ha visto coinvolte 6 squadre. Siamo minuscoli rispetto all’emisfero del flag mondiale
e probabilmente, da questo punto di vista, forse siamo gli ultimi. Ciò che più
conta, però, è che il movimento si sta espandendo con grande entusiasmo, sia da
parte dei dirigenti, che sono fondamentali perché questo processo sia
produttivo, sia da parte delle ragazze. Se mi chiedi un momento in cui il
movimento potrà pareggiarsi a quello delle altre realtà europee, dico che
succederà quando questo sport riuscirà ad entrare nelle scuole. Questo Mondiale
è una grande occasione per il movimento. In questo senso va fatto un
plauso a FIDAF che è riuscita ad organizzare un Mondiale in così poco
tempo. Per tutti i giocatori di Flag Football sarà l’occasione di venire a
Grosseto per vedere l’eccellenza del flag football a livello mondiale. È uno
spettacolo di sport incredibile! Chissà quando i Mondiali ricapiteranno in
Italia”.